Antibioticoterapia iniettiva

Sommario

L’utilizzo dell’antibioticoterapia per via iniettiva a domicilio è una pratica che negli ultimi anni ha incontrato notevoli favori soprattutto per i pazienti che presentano patologie croniche. Si è visto infatti come la possibilità di trattare a livello ambulatoriale patologie intercorrenti, riduca notevolmente il numero di ospedalizzazioni e, di conseguenza, il rischio di infezioni nosocomiali e migliori la qualità della vita. 
Tale pratica si è rivelata particolarmente utile in età pediatrica, anche in assenza di importanti patologie di base, per la difficoltà a somministrare farmaci per via orale per periodi prolungati, soprattutto nei bambini più piccoli o in presenza di vomito o rigurgito. 

Per raccogliere alcune informazioni sulle caratteristiche e la frequenza dell’antibioticoterapia per via parenterale nel bambino a domicilio, abbiamo effettuato, nell’ambito del progetto Pedianet, una valutazione retrospettiva delle prescrizioni effettuate da un gruppo di pediatri di libera scelta che lavorano a Padova. 

Obiettivi dello studio:
- Valutare la frequenza delle prescrizioni della terapia antibiotica per via iniettiva da parte dei Pediatri di Libera Scelta (PLS) in una popolazione pediatrica di Padova. 
- Descrivere le diagnosi e le motivazioni alla base della scelta dell’antibioticoterapia iniettiva. 
- Valutare e confrontare la frequenza di ospedalizzazione nei bambini che hanno ricevuto antibioticoterapia orale o iniettiva 

Disegno dello studio:

studio di corte retrospettivo. 


Metodi: La popolazione studiata comprende i bambini di età compresa tra 0 - 14 anni che hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico terapia, tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 1996 da 16 PLS che lavorano nell’area di riferimento dell’ ULSS 16 (Padova), e che sono collegati al network pediatrico. 
Abbiamo incrociato, attraverso il codice individuale, i dati relativi alle prescrizioni di antibiotici (classificabili in Fascia A e B), effettuate dai pediatri partecipanti nel periodo di tempo considerato, con le informazioni relative ai ricoveri (diagnosi, esito) effettuati nello stesso periodo. Questi dati sono stati forniti dall’ ULSS 16 di Padova. Diagnosi e motivazioni delle prescrizioni di antibioticoterapia sono state raccolte tramite un questionario completato dai singoli pediatri partecipanti. Attraverso il codice individuale e la data della prescrizione i pediatri hanno identificato retrospettivamente, nei loro file, il bambino e la diagnosi alla base della prescrizione. 

Per poter meglio definire le modalità e le motivazioni della somministrazione di un antibiotico per via iniettiva anziché orale, abbiamo raccolto dai pediatri partecipanti, tramite questionari, le informazioni relative alle diagnosi delle patologie presenti nei bambini a cui è stata prescritta antibioticoterapia iniettiva e alle motivazioni di questa scelta (gravità, scarsa compliance, prescrizione ospedaliera etc). 
Con il termine “caso” abbiamo definito un bambino che (secondo il database dell’USSL 16) durante il periodo del follow-up, è stato ricoverato in ospedale e che alla dimissione presentava una diagnosi di patologia infettiva (infezioni delle alte o basse vie respiratorie, otiti, gastroenteriti, sepsi, meningiti, miocarditi, linfadeniti, infezione vie urinarie, cellulite). La popolazione studiata è stata descritta per età e sesso ed è stata valutata la sua rappresentatività (mediante 2*K Chi-square test) rispetto alla totalità della popolazione pediatrica seguita dai pediatri dell' ULSS 16 di Padova. 

Le modalità di utilizzo dei diversi antibiotici sono state analizzate in relazione ai seguenti parametri: numero di bambini trattati con un determinato antibiotico, numero e tipo di antibiotici, numero dei “trattamenti” prescritti. Sono inoltre state descritte le diagnosi alla base del trattamento iniettivo e alle motivazioni di questa scelta. 
L’incidenza di ospedalizzazione è stata calcolata usando come numeratore la definizione di caso e come denominatore il numero delle prescrizioni o tempo/persona del trattamento. 

Risultati: a Padova nel 1996, 35.175 bambini sono stati seguiti nel territorio dell’ULSS 16 da 49 PLS. Sedici di questi pediatri hanno partecipato allo studio. 
Per lo studio sono stati considerati 13.375 bambini di età compresa tra 0 e 14 anni (38% della popolazione totale). 11.730 dei 13.375 (87.7%) bambini seguiti hanno ricevuto almeno una prescrizione terapeutica (per qualsiasi indicazione). A 7184 (61,2%) dei 13.375 è stato prescritto almeno un antibiotico per via orale durante il 1996. A 77 (0.66%) è stato invece prescritto un antibiotico per via iniettiva. Poiché 68 (88%) dei 77 hanno anche ricevuto antibioticoterapia orale si arriva al totale di 7193 (61.3%). 

Considerazioni conclusive
L’ antibiotico terapia per via iniettiva è molto poco usata nei bambini seguiti dai pediatri considerati in questo studio, che lavorano nella regione Veneto. La frequenza osservata (<1%) è molto inferiore a quella riportata in letteratura negli adulti. 
Nel nostro studio l’antibioticoterapia per via iniettiva è stata prescritta solamente in presenza di gravi patologie che altrimenti avrebbero richiesto ricovero ospedaliero. 

Nel bambino la possibilità che vi sia una scarsa compliance, dovuta al vomito o ad un rifiuto del piccolo paziente ad assumere alcunché per os, è un ulteriore elemento che può consigliare l’uso di terapia parenterale. Il dato da noi osservato relativamente alle motivazioni alla base della scelta della terapia iniettiva rispecchia una sostanziale concordanza con quanto suggerito dalla CUF, ma una discordanza con quanto osservato negli adulti, nei quali peraltro l’età avanzata e la presenza di eventuali patologie concomitanti (diabete, ipertensione), rare nei bambini, possono essere alla base di una maggior frequenza d’uso degli antibiotici per via parenterale. 

Dall’analisi effettuata emerge come durante il trattamento con antibiotici per via iniettiva vi sia un rischio 12 volte superiore di essere ospedalizzati. 
Tuttavia è necessaria una estrema cautela nell’ interpretazione di questo dato. Il principale fattore confondente è dato dalla gravità della patologia alla base della scelta prescrittiva. Gli antibiotici per via iniettiva sono prescritti in caso di infezioni gravi, che sono di per se stesse associate ad una maggior frequenza di ospedalizzazione.

Partecipanti e Collaborazioni

Coordinatori

Luigi Cantarutti 
PLS, Padova
Carlo Giaquinto 
Dipartimento di Pediatria, Università di Padova
Miriam CJM Sturkenboom 
CNR/ITBA, Milano
Angelo Palozzo 
Servizio Farmaceutico, USSL 16, Padova
Cecilia Giron 
Servizio Farmaceutico, USSL 16, Padova
Gianfranco De Carli 
Farmacoepidemiologia, GlaxoWellcome

Partecipanti

Marco Bernuzzi 
Carmelo Bucolo 
Roberto Bussi 
Luigi Cantarutti 
Maria Dal Zio 
Stefano Del Torso 
Franca Denes 
Stefano Drago 
Michele Felice 
Fabrizia Fumaneri 
Giuseppe Giancola 
Roberta Lucchelli 
Loredana Lovison 
Elena Menegus 
Stefania Perin 
Franco Pisetta

Collaborazioni

Miriam CJM sturkenboom, CNR/ITBA, Milano 
Angelo Palozzo, Servizio Farmaceutico, ULSS 16, Padova 
Cecilia Giron, Servizio Farmaceutico, ULSS 16, Padova 
Gianfranco De Carli, Farmacoepidemiologia, Glaxo Wellcome, Verona

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