Infezioni respiratorie acute

Sommario

Scopo della ricerca è stato il valutare l’incidenza, le caratteristiche cliniche, gli esiti ed il costo,sociale ed economico, delle Infezioni Respiratorie Acute (IRA) in età pediatrica e il ruolo giocato in esse dall influenza. 
Scopo ulteriore è stato la sperimentazione dell’applicabilità del test rapido per la diagnosi di influenza al letto del malato e la definizione di uno score clinico predittivo di influenza. 

Sono stati arruolati 17 pediatri di famiglia operanti nella regione Veneto (con un’utenza complessiva di 16.760 bambini) informatizzati e collegati tra di loro in rete (Pedianet). Nello studio prospettico sono stati inclusi tutti i bambini visitati dal 10/11/1999 al 30/3/2000. Per ogni bambino con IRA febbrile è stata compilata una scheda informatica appositamente predisposta. Al primo bambino con IRA febbrile visitato ogni giorno è stato effettuato un test immuno-enzimatico a lettura ottica, FLU OIA, per la diagnosi di influenza, per un totale di 1003 tamponi eseguiti. 

Sono stati inclusi nello studio prospettico 4.017 episodi di IRA febbrile, osservati su un totale di 3242 bambini. Il picco di maggiore incidenza è stato in gennaio. 
La febbre > 39° e i segni soggettivi di malessere (cefalea, mialgia, faringodinia) sono stati più frequentemente segnalati nei bambini di età maggiore.Vomito e diarrea invece erano presenti quasi esclusivamente nei bambini più piccoli. 
Su 1.003 casi in cui è stata eseguita la ricerca del virus influenzale, questa è risultata positiva in 232 (28%). Tale percentuale è risultata più bassa (19,4%) nei bambini sotto l'anno d’età, più alta (50,0%) nei bambini sopra i 9 anni. 
La febbre era mediamente più alta nei bambini sopra l'anno d’età 
La durata della febbre è risultata maggiore nei bam-bini con tampone positivo per virus influenzale rispetto a quelli con tampone negativo (3,81 gg vs. 3,43 gg). 45 bambini (1,2%) sono stati ricoverati (per broncopolmonite o bronchiolite). 
Nell'85% dei casi si è persa almeno una giornata di scuola. Solo nell' 11% dei casi anche un genitore ha perduto una giornata di lavoro. 
In 1/3 dei casi (32%) sono stati prescritti antibiotici; il loro uso non era significativamente correlato alla presenza di alcun sintomo, se non il vomito e, negativamente, la mialgia, né era collegato con la gravita del quadro d'insieme o con la positività del tampone per virus influenzale. 
La prescrizione di altri farmaci è stata quantitativamente irrilevante. 

I risultati dello studio dimostrano che la IRA rimane una delle patologie più comuni nell'infanzia. Ciò malgrado, il suo costo economico e sociale risulta relativamente modesto, certamente inferiore a quello registrato negli USA, sia per la diversa configurazione della famiglia (basso numero di giornate lavorative perdute) sia per la stessa esistenza di un SSN La percentuale dei ricoveri è stata molto bassa e l'utilizzo dei farmaci è stato moderato.

Partecipanti e Collaborazioni

Coordinatori

Carlo Giaquinto 
Dipartimento di Pediatria, Padova 
Luigi Cantarutti 
Pediatra di Libera scelta, Padova 
Miriam CJM Sturkenboom 
CNR/ITBA, Milano 
Massimo Soncin 
Società Servizi Telematici, Padova 
Bruno Costa 
Glaxo Wellcome

Partecipanti

Antonella Bordin, Carmelo Bucolo, Roberto Bussi, Luigi Cantarutti, Sandra Cozzani, Stefano Del Torso, Giuseppe Giancola, Silvia Girotto, Giuseppe Grillone, Mulopo Katende, Vitalia Murgia, Angela Pasinato, Andrea Passarella, Pasquale Ruffato, Luigi Saretta, Flavio Semenzato, Walter Spanevello, Giacomo Toffol.

Collaborazioni

Alessandro Zandarin 
Società Servizi Telematici, Padova

Report
Pubblicazioni

L. Cantarutti, MCJM. Sturkenboom, A. Bordin, C. Bucolo, R. Bussi, S. Cozzoni, S. Del Torso, G. Giancola, S. Girotto, G. Grillone, M. Katende, V. Murgia, A. Pasinato, A. Passarella, B. Ruffato, L. Saretta, F. Semenzaio, W. Spanevello, G. Toffol, M. Soncin, B. Costa, M. Bettio, S. Mannino, C. Giaquinto

Le Infezioni Respiratorie Acute in Pediatria; uno studio prospettico.

Medico & Bambino, 2001; 20: 121-122.

Finanziamenti

Lo studio è stato parzialmente finanziato da Glaxo-Wellcome.